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LA RATIO DELL’OBBLIGO DI FORMAZIONE CONTINUA

Tra i principi generali dettati nell’ambito del Titolo I del Codice Deontologico Forense va ricordato quello previsto dall’articolo 15, rubricato “Dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua”, a mente del quale “L’avvocato deve curare costantemente la preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalente.”.

L’articolo 70 del medesimo Codice, poi, al suo sesto comma, sancisce che “L’avvocato deve rispettare i regolamenti del Consiglio Nazionale Forense e del Consiglio dell’Ordine di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi.”, prevedendo altresì, al suo settimo e ultimo comma, la sanzione edittale dell’avvertimento per il Professionista che violi detti obblighi.

I casi di violazione dell’obbligo di formazione continua sono purtroppo piuttosto numerosi e uno di questi è stato giudicato dal Consiglio Nazionale Forense con la sentenza n. 186 del 07 maggio 2026 che in motivazione delinea la ratio dell’obbligo di formazione continua per gli Avvocati.

Nella motivazione del provvedimento si legge:

“L’obbligo di formazione continua per gli avvocati trova la sua ratio in un insieme di esigenze convergenti: garantire al soggetto assistito una prestazione competente e aggiornata, assicurare l’adeguamento costante della difesa alle riforme legislative e giurisprudenziali, preservare il decoro e la dignità della professione e prevenire, per quanto possibile, responsabilità disciplinari e civili connesse a carenze di preparazione. In quest’ottica, la formazione continua non è un mero adempimento formale ma un dovere sostanziale che dà contenuto concreto ai doveri di diligenza, competenza e lealtà che caratterizzano il rapporto professionale con l’assistito e che sono presidiati, sul piano interno alla categoria, dalle norme deontologiche e, sul piano esterno, dalla responsabilità civile del professionista. La formazione dell’avvocato non può in alcun modo esser soddisfatta da un aggiornamento professionale in materie giuridiche finalizzato all’ insegnamento in quanto è altra la costante cura della preparazione professionale della quale lo studio delle materie giuridiche è senza dubbio parte essenziale ma non esaustiva anche solo volendo riferirsi all’ aspetto della necessaria costante attenzione per la deontologia e l’ordinamento forense, che rappresentano parte essenziale della formazione continua.”.

https://www.codicedeontologico-cnf.it/GM/2026/2026-186.pdf

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Camera di Deontologia Forense di Udine
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